Nella sua analisi dei vari governi tecnici o così chiamati, Scalfari arriva ad un certo punto, circa 150 anni fa e scrive: “…la Destra di Minghetti, Sella e Spaventa rappresenta un perfetto riferimento all'opera che si propongono Mario Monti e il suo governo….
Erano altri tempi. Allora non c'erano i giornali a grande tiratura, la radio, la televisione e Internet; l'80 per cento della popolazione era analfabeta e il popolo sovrano, selezionato per grado di istruzione, si limitava agli uomini e rappresentava il 2 per cento della popolazione.”Ecco la principale differenza rispetto a 150 anni fa, non una piccola differenza, ma grande, molto grande, che cambia di fatto il valore del governo, il giudizio e l’opinione da parte di coloro che devono essere governati.
“Quello che desidero segnalare (continua Scalfari) è che il governo Monti, voluto e seguito passo passo da Giorgio Napolitano, realizza a distanza di trent'anni l'idea-guida di Bruno Visentini (altro governo tecnico) che - lo ripeto - lo vedeva non come una situazione emergenziale ma come l'organizzazione ottimale dello Stato di diritto e della democrazia parlamentare.
Dedico queste riflessioni a quanti continuano a piangere sulla sospensione anzi sulla confisca della democrazia effettuata dal governo dei tecnici.”
Dedico queste riflessioni a quanti continuano a piangere sulla sospensione anzi sulla confisca della democrazia effettuata dal governo dei tecnici.”
Grazie innanzitutto per questa dedica, saranno contenti tutti quelli che la pensano in questo modo (preciso per Scalfari, che non stanno piangendo in modo continuo, piuttosto stanno informandosi e analizzando, in modo continuo si, se realmente la democrazia è stata confiscata), ma tutti questi esempi non rispondono alla domanda, se realmente la democrazia è stata sospesa, sopratutto non risponde se questo modo di agire, visti i precedenti governi e visti i risultati odierni, sia la cosa giusta, visto che, il motivo dell’esistenza di questo governo, è che questo sia il modo migliore di agire per risolvere i tanti problemi attuali italiani; non ne abbiamo e non ne avremo mai la controprova, come non abbiamo quella sul fatto di rimanere o no con la lira; sono tutte teorie, come quella su come saremo finiti con la lira,
nessuno ne ha la controprova.
Ma torniamo e concludiamo il discorso sulla democrazia; la conclusione che arrivo a fare, su questa ennesima voglia di minimizzare il discorso della confisca della democrazia, come la chiama Scalfari, è che si desidera, da parte della maggior parte dei mass-media, dalla maggior parte dei partiti politici che hanno dato la fiducia a questo governo, di farci passare questa necessità assoluta, altrimenti ci sarà la morte e la fine dell’Italia, (l’ultima è quella di Fini: “se fallisce Monti, fallisce l’Italia”); un innescare continuamente paura, un rischio immenso, che sta facendo si, che la maggior parte del popolo, non abbia altra scelta di essere d’accordo, accettando tutto questo senza fiatare, di buon grado, perché è la cosa migliore per tutti, anzi l’unica soluzione possibile.
Come ha detto Scalfari, oggi, rispetto a 150 anni fa, esistono altri mezzi, esiste un altro popolo italiano, non esiste più una percentuale di analfabeti al 2%, ma un popolo che anziché accettare tutto per paura, si fa delle domande, si informa e chiede delle risposte; risposte più chiare e soprattutto più adatte, non delle semplici frasi per minimizzare e tappare bocca e pensieri.
Democrazia o no, confiscata o sospesa, almeno la libertà di pensare, informarsi e fare delle
domande, esiste ancora, per ora, ma non sappiamo fino a quando.
F.S.

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