sabato 5 novembre 2011

La prima scuola iPadizzata d'Italia; a quando tutte le altre?

“Il podcast è fichissimo”: la voce acuta di Lucia Costa, ventisettenne insegnante di lettere abituata a domare classi di 30 ragazzi, scuote il rito della riunione dei docenti mentre il rettore Diego Sempio illustra come funzionerà la prima scuola iPadizzata d’Italia.

“Bisogna smantellare un sistema di insegnamento obsoleto e assurdo” tuona Pian: “A scuola non si discute più, s’imparano solo pagine a memoria.
Archimede tracciava sulla sabbia col bastone i disegni geometrici per i suoi allievi. Oggi c’è l’iPad, che facilita la discussione, la comunicazione, il reperimento e l’organizzazione dei contenuti e il lavoro collettivo di gruppo come in una scuola socratica”. E fa l’esempio del ragazzo che “si costruisce il libro di storia con gli appunti del docente, le sue ricerche e quelle dei compagni: alla fine dell’anno lui la storia la conosce”.
Martina, 17 anni, afferma che il tablet scolastico le fa “venire più voglia di studiare
Queste solo alcuni spunti dall'articolo di Damiano Iovine sul sito Panorama.it; un articolo che ci proietta nella possibile scuola del futuro, possibile perché, se questa ormai è la strada tracciata e da seguire, il tempo e le resistenze culturali ed economiche saranno quelle che decideranno quando tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado useranno questo sistema.
“Con le famiglie” dice il rettore “abbiamo dovuto un po’ forzare, però alla fine hanno capito che davamo una grande opportunità ai loro figli”.... 20 euro al mese,(il costo)... fino all’anno scorso ogni famiglia doveva spendere da 200 a 300 euro per l’acquisto di libri.
In questo periodo di crisi sicuramente questo è un buon passo avanti per superare le resistenze dei genitori.
“Il rapporto con gli editori non è facile” conclude il rettore di Ikaros, che cerca di reperire testi digitali per la sua scuola. “Dovranno diffondere i loro libri in rete a prezzi sostenibili. Perché corrono il rischio di essere travolti dallo stesso tsunami che ha cancellato i dischi di vinile”. “In India” racconta Sempio “hanno già prodotto un tablet da 70 euro per agli studenti. E, per chi proprio non può fare a meno dell’odore della carta, negli Stati Uniti hanno inventato uno spray che lo riproduce sullo schermo dei tablet”. Ma quello è il futuro. 
Questo è l'altro ostacolo da superare, resistenze che però prima o poi dovranno cedere, se non vogliamo farci superare (o forse lo siamo già) dall'India.
Ora la parola a voi; che ne pensate? Giusto e opportuno iPadizzare la scuola oppure no? 
F.S.

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