Oggi, martedì 22 novembre, un bel articolo su La Repubblica, da ancora più forza al fatto che la democrazia, nel nostro paese, comincia a diminuire.
Sia sta cercando, ma speriamo non arrivino, a vietare le foto in parlamento, visti i risultati di questi ultimi giorni.
Foglietti, pizzini, messaggini scritti, ecc.; non è della carta che ci interessa, ma di quello che viene scritto su di essa e sopratutto, quello che, dopo essere stati scoperti, si cerca ora di fare; vietare le foto.
Grazie alle dirette televisive, grazie alla tecnologia che inquadra e fotografa parlamentari intenti a telefonare e navigare in internet, abbiamo potuto capire che sono umani anche loro; a noi però lasciateci la libertà di commentare ciò che fanno, sopratutto quando decidono delle nostre sorti future, particolarmente in questo periodo.
"Stanno cucinando la pessima idea di vietare gli zoom, di mettere i teleobiettivi al bando, di oscurare quella che dovrebbe essere la casa di vetro della democrazia....Ma la politica non diventa serie nascondendosi, nelle notti di Arcore come nei corridoi delle banche e nelle aule del Parlamento." (La Repubblica)
Lo abbiamo rilevato in questi giorni, lo abbiamo detto in diversi modi, ma qualcuno non credeva, qualcuno scriveva che non era vero, forse da questo episodio, anche Repubblica comincia ad aprire gli occhi e capire che tutto questo allarmismo sul calo (non ci permettiamo più di dire assenza), di democrazia, è vivo e vegeto; adesso vediamo se si continuerà a tenere alta l'attenzione su questo tema, noi si, vediamo gli altri. Casa di vetro della democrazia? Noi vogliamo vederci dentro, sempre se ce lo permetteranno ancora.
F.S.

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